La Cima di Bitonto:

Da tempi memorabili rappresenta una varietà particolarmente fertile e pregiata (con olio tendenzialmente dolce e con essenze mandorla) si afferma a Bitonto e nei Comuni circostanti. La cima di bitonto si definisce anche ogliarola barese o nostrale.
I contadini la potano annualmente assecondando il tipico portamento ricadente dei rami per aumentare il livello di fertilità.
Diviene tanto importante nel territorio, da essere chiamata, come sinonimo, Cima di Bitonto (l’olio di cima era quello di migliore qualità ottenuto da olive raccolte a mano dalla pianta, per distinguerlo da quello di casco da olive raccattate a mano dal suolo). Successivamente Bitonto è diventata una delle 3 zone della DOP Terra di Bari, la più grande DOP europea per superficie coltivata.la-cima-di-bitonto

La diffusione della Coratina: Già però dall’800 si diffonde anche a Bitonto la qualità Coratina (più tipica di Comuni più settentrionali come Andria e Corato) con rese molto alte ma soprattutto più semplice da raccogliere per la grande dimensione delle olive. La pianta è visibilmente diversa, ha portamento assurgente ma soprattutto è forse la varietà al Mondo con il più alto contenuto in polifenoli, ovvero produce oli molto fruttati e piccanti che mantengono inalterate le loro caratteristiche per tempi molto lunghi (oltre 2 anni grazie alla naturale capacità di resistere alle ossidazioni). Molti oliveti di Cima di Bitonto sono reinnestati nel tempo ed il mix delle due varietà (frante insieme o con tagli successivi alla molitura) rendono l’Olio di Bitonto ancora più apprezzato sia dal punto di vista organolettico che tecnologico per la sua lunga durata.

 

wp_7772532la cima di Bitonto – natura e territorio – frantoio oleario bitontino